Paolo Rumiz è una garanzia


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Paolo Rumiz scrive un libro che è un viaggio tra l’Europa d’un tempo e quella d’oggi.
I benedettini salvarono il Vecchio Continente in uno dei momenti più drammatici della sua storia. Agli anni di violenza e anarchia che seguirono la caduta dell’Impero Romano, anni di invasioni autentiche e di saccheggi devastanti, i monaci contrapposero la saggezza e il pragmatismo dell’ora et labora. Unni, Vandali, Visigoti, Longobardi, Slavi e Ungari furono così cristianizzati e europeizzati con la sola forza dell’esempio. Una cultura millenaria fu tratta in salvo e interi ettari di terre abbandonate furono rimesse a frutto. I monasteri divennero presidi fondamentali per la salvaguardia di un’intera civiltà.
Paolo Rumiz ha compiuto un percorso sulle tracce dei discepoli di San Benedetto da Norcia, protettore d'Europa, visitando le loro abbazie dall’Atlantico al Danubio. Un viaggio che ci ricorda che l’Europa è terra di migrazioni dall’alba dei tempi e che l’invasione da combattere, oggi, non è certo quella di cui ci parlano alcuni volti noti della politica.
Una spinta a ricostruire l’Europa da un luogo che di ricostruzioni ne sa qualcosa, l’Appennino, terra di sismi ma anche patria di San Benedetto. Quanto ci resta di cristiano in un Occidente travolto dal materialismo? Rumiz ha provato a rispondere visitando fortini e luoghi sperduti, in un viaggio che è prima di tutto una navigazione interiore.
“I guardiani dell'arca” forma, insieme al canto epico “Evropa”, un dittico dedicato al continente, alle sue origine e alle sue prospettive.